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    April, 2008

    how to live rich and famous

    How to live rich and famous:

     

    Prefazione.

     

    In una società come quella odierna oramai il “rich and famous” è un must o per prenderla in termini freudiani un totem. Insomma come diventare oggetti di culto, venerati da generazioni di uomini e ricordati da orde primitive postume? Oramai l’intellettuale brutto e annichilito è demodé. Il mondo di oggi ha bisogno di eroi antichi con cappotti di Versace. Basta insomma col vecchio poeta grigio curo, o lo scultore pieno di polvere. Insomma ci chiediamo: come si fa a governare il mondo?

     

    .Kind of governament.

     

    -          governo politico: insomma il grado massimo, capo di stato, testa di un paese, mirino di branchi di cecchini, e oggetto di ridicolizzazione da parte di riviste scandalistiche.

    -          Governo immaginifico: semplice e buono. Consiste nel credersi il migliore, la cima del mondo. Ma non bisogna solo credersi, bisogna proprio convincersi.

    -          Governo degli eroi: grandi uomini, e grandi donne tutti uniti per rendersi belli e amati dal popolino.

    -          Governo dell’immagine: insomma la base di tutto.

     

    .How to obtain it.

     iniziamo dal governo politico? Allora, l’uomo politico deve avere caratteri ben precisi, identificabili in un istante. Esempi? Esser talmente svantaggiati verticalmente da esser calpestato solo a waterloo (perché sei caduto dal rialzo della sella del cavallo) e passare il resto della vita nel villaggio vacanze S.Elena. Oppure portare un paio di baffetti retrò (che ora fanno molto vintage), e schiacciare ebrei come fossero biston betularia sul parabrezza. Altro modello? Eccolo: altrettanto verticalmente svvvantagg… si dai… sfigato, piuttosto ladruncolo (carine le foto che ruba i lollipops a dolci bimbi dawnini), pelle tirata più di Moira Orfei durante l’ultimo dei suoi Freakshow, e usa i media per scusarsi con la consorte.

    Allora siccome di modelli simili oramai nella storia sono innumerabili, per diventare capo del mondo(politicamente) bisogna avere alcuni requisiti chiave:

    a-      avere ideali pari allo zero assoluto2

    b-      promettere montagne, per rendere pianure

    c-      uccidere le biston betularie del momento (ora si chiamano “albanesi”, “rumenka” e “terroni”)

    d-     infine avere un look anni trenta col proprio segno distintivo.

     Ecco  alcuni dei segni distintivi utilizzabili

    _ buffi cappelli, copricapi new age, o berrette firmate

    _ scorie del corpo chee cadono da punti non ben troppo definiti; si consiglia il moccolo, bava e forfora sono già state prese

    _sessualità non troppo chiara (ma non travestito, anche quello è già stato optato, benvengano comunque le dark queen)

    _conoscere una lingua inventata: per i più moderni si scelga il “simsese”, per i più classici si scelga la lingua elfica del Signore degli Anelli (la pronuncia di Isengard è sempre la più affascinante)

    _dire al mondo intero che si ama vestire Lapin, e che gli ambientalisti comunque vestono piuma d’oca e sono sempre assassini di piante indifese (agli spinaci ci pensa solo Braccio di Ferro?!?)

    _e naturalmente dichiararsi amante dei bambini (sia chiaro non pedofili, così è troppo facile), sparando per le femminucce i nomi delle Superchicche (per i poveri ignoranti che non lo sanno: Lolli quella rossa, Molly quella verde, e Dolly quella azzurra e lesbica), e per i maschietti si vada sullo spongebob per i più effeminati, con i nomi dei teletubbies ( lo so: Tinky Winky, quello viola gay, Dipsy, quello verdino cannibale, Lala quella gialla in menopausa. Poo quella rossa, comunista e autistica), infine per i maschietti di una volta si tenga un trattato sul rasengan di Naruto o per i più bricconcelli un millefalchi fa al caso vostro.

    _per finire: fate qualche Guff, almeno per non sembrare meno peggio degli altri.

     

    Seguendo queste indicazioni, riuscirete in qualche mese a diventar capo di stato, per finire: una buona oratoria, imbottitevi il pacco o ingrossatevi le tette, siate senza morale, derubate il vostro stato ed il gioco è fatto.

     

    Passiamo allo stato immaginifico? Ovvio.

    Cari amici (di maria de filippi) questo fa al caso vostro, come a tutti insomma. Credersi, anzi convincersi di essere i migliori. Basta crederlo ed è fatta.

    Per fare qualche esempio: avete presente quelli dentro ai manicomi, che ora si chiamano centri psichiatrici tipo il CIM ( e non è il centro ippico monzese, anche se inizio a credere che sia sempre più simile all’omografo centro igiene mentale). E all’interno di essi ci sono quelle personcine (carinissime, dolcissime per carità) che si credono…. Mmmm. Che ne soo.. diciamo Napoleone, Maria Antonietta, Grande Puffo?? Ecco rendetevi così e il vostro sarà il migliore dei governi, se non l’unico.. basta crederci.

     

    Il governo migliore: lo stato degli eroi.

    Adesso, non iniziamo a pensare ad Achille fiè veloce e altri casi clinici simili. Prendiamo i veri eroi. I veri cittadini, che si distinguono per quei valori che sono tanto cari ai giorni odierni. Valori incrollabili, capisaldi della società. In confronto la costituzione francese è la barzelletta del cucciolone che non capisce mai nessuno, se non Tinky Winky e la pantera rosa. Insomma quei cittadini che hanno quei valori da prima di nascere. Insomma parlo di Paris Hilton. Lei si che ha quei valori da prima della nascita. Siano santificati gli hotel e le mamme modelle. Lei oltre ad aver il valore massimo del giorno odierno (soldi, altro che fraternitè), è pure bella, ben vestita (siano santificati pure gli stilisti, e le  stiliste incartapecorite) e inoltre ha un quoziente intellettivo adatto per essere una vera eroina del XXI secolo.

    Per divenire comunque eroe moderno (e vaffanculo al polùtropos di Ulisse) ci sono alcuni, metodi semplici quadrati e buoni.

    Innanzitutto NON SAPERE:

    a)      alienarsi

    b)      ballare

    c)      cantare

    d)     dimostrare di esser persone valevoli

    e)      esser intelligenti

    f)       far di conto

    g)      ghettizzare le masse

    h)      hume, hockam e harry potter

    i)        intervistare

    j)        (chi è) jim morrison

    k)      (che) kate moss è drogata, ma voi la venerate lo stesso

    l)        Leggere

    m)    Masticare a bocca chiusa

    n)      Non mostrarsi belli, appariscenti e felici

    o)      Occultare le propie guff

    p)      Parlare

    q)      Quando è il momento di dire basta

    r)       Recitare

    s)       Scrivere

    t)       Telefonare

    u)      Un’ altra lingua (o la lingua madre o al  massimo l’inglese o l’elfico)

    v)      Vedere le cose come stanno

    w)    (come si legge) World Wide Web

    x)      Xenofobizzare

    y)      (fare) yoga (è così démodé)

    z)      Zittire.

     

    Se sapete dunque non fare molte di queste suddette azioni (notare una per lettera), potreste davvero essere perfetti per essere i futuri fashion idol.

    Grazie comunque alle sopra citate qualità, il mondo rende a disposizione altri momenti culturali che possono aiutare a divenire appunto governatori delle celeb

    Eccone alcuni:

    ª      Grande Fratello

    ª      Cambio moglie

    ª      La talpa

    ª      Survivor

    ª      L’isola dei famosi

    ª      Il brutto anatroccolo

    ª      Wild west

    ª      Dr 9001… (no ricordo tutti i numeri)

    ª      La pupa e il secchione

    ª      Amici di Maria De Filippi

    ª      Ballando con le stelle

    ª      Campioni, il sogno

    ª      Music Farm

    ª      Sexy Boxy

    ª      Reality Circus

    ª      SOS Tata

    ª      Volere o Volare

    ª      Popstars

    ª      Extreme Makeover - Belli per Sempre

     Insomma cari di possibilità ne avete.

    Concludendo per il governo dell’immagine basta mescolare i primi tre governi insieme, e oltre a istituire il primo governo misto ipotizzato di cicerone divverete un vero Hitler che veste Prada.

     

     

     È ricordate queste sagge parole:

     Aristotele : << quando vi è un aborto in natura nasce una donna>>
    Io :<< quando vi è un aborto in natura nasce una gonna pantalone>>.

     

     

     


    April, 2008

    Piccolo saggio politico di verve.

    Carmen sull’amicizia. Carmen sulla politica. Argomenti inafferrabili? Sostanze piuttosto opposte? O semplicemente contrarie?

    L’amicizia. Non dovrebbe esistere. Insomma da madre natura non è stata contemplata. Vi è solo l’attrazione fisica, l’amore filiale e quello del mangiare. Per il resto dovremmo essere unici. Unici vorrebbe dire individui, non legati da alcun legame stretto con nostri simili. Soli come lupi morenti. Impauriti come noi. Niente è più impaurito dell’uomo credo. Forse perché non sono stato nessun altro essere e non posso dimostrare una teoria contraria. L’uomo è di per sé amante della vita. Per cui odia la non-vita, assenza di spirito. Insomma senza lo spirito noi che saremmo. Tutte ali, e nessuna voglia di volare. Eppure mi sento di dire che ci sono uomini che spesso hanno ali grandi, grandi, i quali però non possono avere la voglia di utilizzarle per il proprio scopo: quello di elevarsi in aria.  Così l’uomo deve volar solo. Lui e i suoi pensieri. Lui e i suoi piedi. Ogni tanto ci si scontra con un altro paio di ali, belle, leggere, affini. Ci si diverte. E poi tutto scompare. Di nuovo soli, liberi nel cielo. Sempre che il tale abbia le capacità intellettive per andare su su nell’aria. Che allora siamo noi, se non splendidi e uniche ali, che cantano dell’universo. Chissà chi c’è dopo. Forse ci sarà qualcuno. In quel universo sconfinato non ci sarà proprio nessuno. Solo un po’ di aggregati alati, pronti a far politica da incapaci. L’angelo della morte ammonisce:<< gira tutto il mondo, compi grandi imprese, renditi il migliore degli uomini; ma alla fine io qui ti attendo>>. Giriamo così affannati per un misero squarcio di tempo, per poi spegnerci come piccole macchinine rotte. Così dobbiam star soli. Non dobbiamo amarci, guardarci l’un l’altro con sospetto o con amore. No. Dobbiamo vivere la nostra vita. Tentare di migliorarci. Aiutare. Se costretti. Calpestare. Se costretti. e vivere. Mai costretti. se il tale desidera, può smettere quando vuole: di corde intorno al collo ne passano più di tre. Desideri morire forse? Allora muori! Desideri vivere allora? Morirai comunque.. la giustizia è quella della catena. Quella della spietata natura. Che ci fa credere di esser migliori, ma siamo alla fine soggetti tutti alle stesse leggi: morte. No amore, no pietà,no amicizia, no bellezza. Solo morte.

    Eppure ti amo così immensamente…

    April, 2008

    eppur si muove

    Un resoconto.. un saggio breve.. un riassuntino su come è essere un vero adulto. Insomma il sentimento comune di quando oltrepassi una linea dei diciassette anni e trecentosessantaquattro giorni ed entri (in un pazzo cinque aprile) nei fatidici diciotto anni di età. Oltre alle solite miserie quali: scegliere i tuoi capi dello stato, bere alcolici fino allo smarrimento totale, guidare sfreccianti auto blu e la possibilità di entrare (e volendo non uscire mai più) da un carcere di massima sicurezza. Oltre a questo avere diciotto anni è sostanzialmente come averne dodici. I ragionamenti, i sentimenti sono per lo più i medesimi. Li distinguono solo qualche esperienza in più: una piccola storia sessuale sfrenata, una sbronzettina di troppo e forse qualche altro brutto voto a scuola. Per il resto è tutto uguale. La voglia irrefrenabile di comprarti un ovetto kinder, e sperare di trovare la sorpresina dell’ippopotamo; ma la mamma non vuole poiché “oramai sei grande”, oppure correre su e giù per un prato e sporcarti un po’ di erba fresca, o solamente uscire con una amica e litigarti il Winnie the Pooh che lei ha comprato alla macchinetta, che come al solito è sempre meglio del tuo. Insomma perché si deve pensare sempre a un qualche risvolto che implica la sessualità, o comunque qualcosa di più complicato. Se esco con una amica, è amica. Se voglio abbracciare un ragazzo perché mi sento di farlo, lo faccio perché lo sento (e probabilmente siamo anche amici, non mi è mai capitato in mezzo a Via Cavour di abbracciare sconosciuti solo perché volevo…) e non  perché provo una irrefrenabile innalzamento sessuale nei suoi confronti e voglio portarlo a letto. No. No. No. Se faccio una qualsiasi azione, la faccio perché sento che è bene che sia così. Se voglio fare sesso con una ragazza, è sano e bello così. Ma se voglio che sia solo mia amica è altrettanto bello e sano in questa via. Perché rovinare il sesso con blanda amicizia, e perire la virtuosa amicizia con dello sporco sesso? Insomma poche cose cambiano dallo status dodici a quello di diciotto. Forse. Se voglio però prendermi l’ovetto kinder ora, non c’è più nessuno che mi frena a farlo. E se voglio ben settantaquattro Winnie attaccati all’astuccio non vi è più nessuno che me lo vieta perché è infantile. Forse qualcuno me lo dice e mi sberleffa, ma costui ha solo perso la sua bella giovinezza. Anzi è sempre stato vecchio e non sa che prendersi che troppo sul serio. Insomma è il prototipo del perfetto cretino. Chi vede il mio astuccio, e mi vuole bene, non saprà far altro che sorridermi e accarezzarmi la testa. Nulla più. Niente di più semplice divide il cretino dal sensibile intelligente.

    Insomma ho diciotto anni, sono un po’ malinconico per questo. Ma il mio cinque aprile l’ho passato piuttosto bene. Ho riscoperto la mia anima pacata e responsabile. Ho ritrovato una persona che credevo stessi perdendo ed invece è sempre lei: magnifica. Ho visto altre persone che sono cresciute tanto e di queste sono davvero orgoglioso. Han fatto passi da gigante davvero e sono semplicemente perfette, qualcosa a cui forse un giorno vorrei avvicinarmi anche io. Una certa e solida stabilità, ma mai monotona. Allora sono qui dopo esilaranti imprese in una discoteca puzzolente, dove ho visto persone sbranarsi tra loro per sciocchi, e motivi piuttosto divertenti. Situazione che mi ha risollevato enormemente: non sono un irresponsabile, ma non perché ho diciotto anni, ma perché sono così dai dodici e forse anche da prima. Insomma tutto sommato mi piaccio. Ho qualche migliaia di catena montuosa purulenta in faccia, ma se ne andranno via presto, sono troppo basso, ma in fondo esser di altezza meno che mediocre porta i suoi vantaggiosi vantaggi e forse sono troppo bello e aggraziato per questo mondo che tende a deridermi. Perciò brutto mondo di merda che non vuoi capirmi e che mi denigri solo perché sono brutto e bello allo stesso tempo e troppo oltre per te, ti dico solamente “VAFFANCULO”. Non mi importa un bel nulla se non mi accetti. Io oramai da oggi sto imparando ad accettarmi così come sono, probabilmente troppo fuori dai canoni per te, ma io mi vado benissimo così come sono. Insomma viva me!! Ho tanti sogni che vorrei realizzare e che non realizzerò mai, ma sinceramente, forse, mi andrà bene anche così. Un po’ deluso, e afflitto ma ancora con il mio IO integro, che rigenerandosi prima o poi sarà di nuovo capace di ridere a squarciagola. Di fronte a quelle facce da gargoyle che sempre mi odiano. Cerco e rinnovo solo amici, a cui tengo e a cui ora voglio solo bene.