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April, 2009 c'è chi si crede bello, altri invece che lo sono...Rubrica di Carrie Giorno: primo Potrà sembrare assurdamente strano, ma in maniera assurda si scrive anche quando si è feli-infelici sulle situazioni che accadono ogni giorno. Si vuole alle volte scrivere, solo per scrivere, non per il fatto che ci si sente male o un po’ troppo giù. Solo scrivere. Una rubrica è una cosa interessante. È un surrogato di diario. Per esempio: dato che ho avuto ben cinque giorni con febbre a trentanove.. non potevo far altro che rimanere steso sul divano, col solito maglioncino di cashmere e i calzini azzurri a coniglietto, a sorbirmi intere ore di televisione. Ma non tv, qualsiasi. il programma della grande bibbia per il caro Lorenzo Sintoni. Signori ben quasi quattro giorni di interrotti episodi di Sex & the city. Il programma alla base è il più semplice, mi dice: “questa deve essere la tua vita!!!” . ma non la (pseudo) monogama vita di Charlotte, sebbene chic e lussuosa, e nemmeno quella spaventata e aggressiva di Miranda. No. Ci vogliono i milioni di scarpe di Carrie e la favolosa vita di Samantha. Questo è ciò che si deve fare. Il divertirsi. Insomma in forma semplice: si vive una volta sola. E allora che si viva. E anche alla grande oserei dire. Basta con i soliti ripensamenti, i love affairs infiniti e tragici, le banali ansietà. Si fermi tutto ciò. Si respiri un po’ d’aria. Si beva un po’ (tanto) di cosmopolitan. E si viva. Bene. Bello. E tranquillo. Insomma oggi navigavo su internet, naturalmente si va sulla pagina delle pagine: la sacra sindone di faccia libro. E non sarò così stronzo, come al solito, a sparare a zero alle povere e indifese star che si celano dietro il grande face book, me compreso insomma. Non scriverò qui in maniera maligna di tutto il sudiciume che ho visto (parlo di foto!!!) ma anche che ho letto(parlo di tutto il resto!!!). La magia di face book è la seguente: crea l’incantesimo perfetto per far credere a ognuno di noi, miseri mortali, di essere belli. Ma in tutta la mia arroganza affermo che ci sono persone che si credono belle, altre, invece, (e non parlo, per esempio, del mio caso!) che lo sono veramente. April, 2009 nera opalescenzaLa solitudine è una nera, magra e meschina accompagnatrice che ti sposa in ogni angolo della tua vita. Si avvinghia, ti morde e ti assiste. È un ragno amaro, pungente e setoso. Al margine delle strade, nelle lame ghiacciate, ne giacigli sabbiosi essa si addentra, si nutre e si accresce. Sei in una folla maestosa: luci, coriandoli e marche. Lei è al tuo fianco e sei solo, tu. In una piazza grigia. Negozi morti. Giacche spente. Animali decapitati. La bomba che credevi di perdere ora è implosa e malnutrita. Chi ami e ti sta a fianco è vaneggiato da risorse estreme. E tu, ed io: siete solo soli, immobili e inerti. Chi ti guarda ti respinge e ti associa al peggiore dei compagni: la solitudine. La morte ti perseguita e ti fa cadere dal basso. No, dall’alto. Ma non è importate per lei da dove cadi: è importante che tu cada: ferisciti e muori. Il mare azzurro è solo e ceruleo. Il sole sulfureo è solo e giallo. Non tutto è solo e mietuto. Tu sei vicino a chi vorresti, e un qualsiasi verde e azzurro malvestito te la sottrae. Snello, dinamico e alto. Tu. Brutto, basso, e niente. La solitudine che ti circonda ammazza chi ti guarda e divieni invisibile al terzo e irascibile a chiunque. Stanco delle inimicizie interne del lobo, tu crei associazioni libere nel vuoto. Lontano e affaticato. Chiedi aiuto al tuo generatore, in alto egli è ed arabo di cuoio. Provochi pietà per qualche misero e scarno istante, poi sei cacciato e maltrattato perché… perché sei troppo. Troppo in basso per il signore generatore. Ti vendono la tua unica salvezza di vita. E ingrasserai. Gli amanti non ti vorranno mai più. Come se fino a quel momento ti avessero visto, in faccia, in viso, in volto. I miei occhi verdi si stagliano solo con lei, la nera mietitrice di umore e clangori. L’anticamera di madame Morte, lady Solitudine. Un folletto nero e di pece. Rende il tuo secondo inerme al sesso, e invisibile al sentimento. Solo. Perdi la ragione. Dici le sensatezze di un pazzo. Ragioni per terze vie, e strade traverse. In modo follemente lucido. Lucida follia. Si crede che si stagli in allegria. Ma se vedi, davvero. Questo mondo, non ti, vuole., ti rende inefficace. Sei inutile. Se credi di capire come vadano le cose le galline che ti starnazzano attorno ti mozzano le ali col loro peso. Ti gridano di non volare alto. E se vuoi volare alto. Conformati a loro. Il bacio odioso di Saffo è puro conformismo. Il suicidio è la forma più pura del conformismo. Disperarsi è la forma più mera del lamento. Se piange non sei debole, è solo il fatto che ci vede. Noi. Nella nostra abnorme grazia di essere umano opalescente. E nessuno ti ama. Nessuno ti tocca. Tutti sono distanti da te. La solitudine crea quel diverso deserto rosso che tu allarghi ogni passo che fai. Ogni movimento che compi. È deserto. Se vuoi vivere in società , tu grifone in mezzo a eburnee galline mettiti al buio e sbiancati. Diventa gallina. Sei solo. Nasci solo dall’arabo, vivi solo con pennuti. Gemi solo con i falsi e gioisci solo con l’invidia. La morte arriverà, invocata dal rito magico del sangue. Un cappio o una lama. Il veleno asessuato che placa per sempre la sete della vita. Smetto tutto. Vivo con la carne, l’anima mangerà tal pece carnoso e poi finalmente madame Morte ti accompagnerà con la tua amica solitudine nel baratro profondo del canto infinito infantile. |
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